lunedì, aprile 25, 2005

25 Aprile

Sessant'anni di liberta.
Ma che bella giornata di sole
Quanta gente per le strade muore
Quanti treni alla stazione
Ma per tornare a casa
E la chiamano liberazione
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Dalle finestre aperte
E mio padre vivrà
Solo il sogno di questa terra
perché quello che ha è ancora guerra.
E mia madre amerà
questo sogno di prigioniero
Perché quello che avrà è il mondo intero.
E' una barca che naviga sulle onde del mare
Questo giorno di libertà
Tu non lasciarlo andare.
Questa terra sarà oggi e sempre nelle tue mani
Questo mondo vivrà nelle tue mani.
Oh, oh, oh?
Ma che bella giornata di sole
Questa giornata senza morti
Questo profumo di limoni
Giù nelle strade.

A. Venditti


Impossibile pensare di far passare questa giornata, 25 Aprile, senza dare un mio piccolo e modesto contributo.
Dicevo nel sottotitolo, 60 anni di libertà. Già, sofferti con il sangue come sudore eppure ancora oggi non apprezzati, quasi come se ci fosse dovuto essere così, nella possibilità di fare ciò che ci vuole.
Si discute molto su chi deve avere i meriti di questa giornata o su chi vi ha effettivamente preso parte, e questa discussione toglie ogni buon senso a qualsiasi analisi storica che si è fatta sopra quel grandioso giorno del 1945.
Neppure io voglio incrementare giudizi e ulteriori commenti.
Lascio che il 25 aprile ci sia stato nella grande storia d'Italia e, tra me e me, ringrazierò i molti partigiani che hanno permesso a me e a molti ragazzi della mia generazione, di poter alzare il pugno e gridare libertà, di poter vivere appieno il tempo della nostra gioventù, di poter dissentire su pareri altrui senza esserne colpevolizzati, di poter criticare un Berlusconi qualsiasi al governo, di poter studiare la tragica seconda guerra mondiale con gli occhi tristi e impauriti dalla violenza umana e di poter intonare, quasi come un partigiano del 2000, la mitica "bella ciao".
Grazie partigiani, chiunque voi siate e qualunque ideologia abbiate seguito, e non preoccupatevi, il sogno della libertà continuerà a realizzarsi anche attraverso il nostro pensiero e le nostre azioni: resistere, resistere, resistere!

venerdì, aprile 22, 2005

Simpon Road


Spettacolare!

Habemus Papam

...ma anche connessionem.. ma questa è un'altra storia....
Annuntio vobis gaudium magnum;
habemus Papam:

Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum,
Dominum Josephum
Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Ratzinger
qui sibi nomen imposuit Benedictum XVI

Ratzinger Papa
Finalmente la Chiesa di Roma è uscita da questo periodo di sede vacante, come un gregge senza pastore, e si è incamminata verso una guida stabile e sicura.
Il "cardinale di ferro" Joseph Ratzinger ha ottenuto una maggioranza (sembrerebbe consistente) di voti a suo favore che gli hanno permesso, al quarto scrutinio nel conclave, di poter essere eletto. Ma questa è storia nota.
Mi preme, al momento, ricordare due cose:

  • La presenza incessante nelle parole, nella liturgia, nei ricordi del Grande Papa Giovanni Paolo II. Anche a me, vi confesso, manca molto.

  • La possibilità che Benedetto XVI, con i suoi occhioni un pò infossati che in parte incutono timore, in parte tenerezza, possa finalmente riportare un pò di senso del sacro all'interno delle liturgie eucaristiche, puntanto molto su una nuova concezione (che segue stili classici mai morti) della musica all'interno di esse.
    Una musica che ritorna ad essere duplice preghiera (cfr Sant'Agostino).

Auguri, caro il nostro Benedetto XVI, saremo con te nelle preghiere anche se, almeno per ora, sarà quasi impossibile toglierci dagli occhi il Papa che ha accompagnato la mia generazione fino a oggi.

mercoledì, aprile 13, 2005

Slogan

E' questa, Moratti, la scuola del futuro?
Prendi il tuo decreto e vaffanculo!

Improvviso poetico

E' già notte,
non senti il buio intorno a noi
che preme nei nostri cuori?
Non certo di dolore è il sentire
ma di accoglienza per l'alba di un giorno
nuovo e imprevisto;
come un anno aggiunto al precedente,
che porta con sè la gioia del mattino
e il ricordo della veglia notturna
.

martedì, aprile 05, 2005

Pensando ancora a te


Ciao Karol, ancora una volta... 
Posted by Hello

domenica, aprile 03, 2005

In paradisum

San Pietro, poco prima che il Papa morisse


In paradisum deducant te Angeli:
in tuo adventu suscipiant te Martyres,
et perducant te in civitatem sanctam, Jerusalem.
Chorus Angelorum te suscipiat
et cum Lazaro quondam paupere
aeternam habeas requiem.



21.37

La notizia è arrivata, a noi che già da più di mezz'ora stavamo in San Pietro raccolti in preghiera, prima attraverso gli sguardi e gli occhi pieni di laccrime della gente e, successivamente, per bocca del Cardinal Ruini.
Eravamo impreparati, nonostante tutto, e ci siamo ritrovati commossi a sciogliere la tensione in un lungo applauso e ad affrontare il mistero della morte, in ginocchio durante il canto del Salve Regina.
Eravamo molti, in San Pietro, a pregare per te, caro Giovanni Paolo II, e tutti noi avevamo la speranza in fondo al cuore di non affrontare la notizia della tua morte in quel momento; forse il giorno dopo, lontano dall'emozione che una notte come questa riesce a dare, ma non oggi.
Tu, al contrario, sei stato capace di stupirci come non hai mai smesso di fare lungo tutto il pontificato. Sono incredibilmente convinto che hai raggiunto il padre celeste ripetendo, ad una sola voce insieme a noi, la preghiera dell'Ave Maria che stavamo rivolgendo con lo sguardo fisso su quelle finestre illuminate. Proprio quelle finestre ci hanno messo in allarme, facendoci capire che ancora per poco avresti dovuto patire la tua passione e che già eri diretto nel celestiale abbraccio con Dio.
Da parte nostra, abbiamo tenuto, per quanto possibile, il nostro dolore per noi. Dapprima le lacrime, poi qualche applauso e canto improvvisato, sono state la nostra espressione in quei momenti.
Poi, però, ogni nostro grido interiore è stato interamente rappresentato dallo straziante suono della campana, battuta a morto; lo scoccare incessante ma deciso è il segno eloquente della sofferenza umana che in te, Santo Padre, ha trovato l'estremo compimento.

Restano tante cose di te nel mio cuore. I media in questi giorni hanno ben troppo ricordato ogni tuo gesto o discorso. A molti di questi io ero presento, dagli angelus con le colombe delle diverse marce della pace di ACR fino all'incredibile sera della GMG 2000 a Tor Vergata. Quel duc in altum risuona ancora nel cuore di molti giovani, ai quali hai rivolto l'ultimo tuo pensiero.

Dovrò fare l'abitudine a non vederti più affacciare dallo studio o a non sentire più la tua voce calda e diretta.
Ora come ora, è la malinconia di averti perso ad avere il sopravvento...

venerdì, aprile 01, 2005

Vicini a te


Oremus pro Pontifice Nostro Ioanne Paulo II.
Dominus conservet eum, et vivificet eum,
et beatum faciat eum in terra,
et non tradat eum in manum inimicorum ejus.

mercoledì, marzo 30, 2005

Acquisti post-pasquali

Nel tentativo (...se continuo così ci riesco...) di prosciugare il mio conto in banca, oggi mi sono dato allo shopping manco fossi una pischella di Beverly Hills.
Spendendo ben 188.77 euri mi porto a casa, udite udite:
  • Masterizzatore DVD NEC Dual Layer 16x

  • Hard Disk 160 GB ATA 133

  • Nuovo Modem ...dannazione... D-LINK 300T

  • Pacco da 25 DVD-R

e, come se non bastasse, prima di questo son passato da Feltrinelli acquistando:

  • Pezzi di Francesco De Gregori

  • DVD di The Truman Show

Detto ciò mi chiama il sig. Credito Italiano e si congratula con me...
Ahhh ma cosa mi succedeeee!?!?!?

sabato, marzo 26, 2005

Che cosa è avvenuto oggi?

Vi riporto un passo tratto da un'antica omelia sul Sabato santo. Da leggere anche dopo le feste pasquali, a stomaco pieno dalle mille pastiere e abbacchi immolati per il nostro godimento.
Per ritornare un pò al senso della festa... e capire qualcosa in più sul mistero di questi giorni.
Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c'è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi.
Certo egli va a cercare il primo padre, come la pecorella smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell'ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione.
Il Signore entrò da loro portando le armi vittoriose della croce. Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia, gridò a tutti e disse: «Sia con tutti il mio Signore». E Cristo rispondendo disse ad Adamo: «E con il tuo spirito». E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: «Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e Cristo ti illuminerà.
Io sono il tuo Dio, che per te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell'inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti. Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu in me e io in te siamo infatti un'unica e indivisa natura.
Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo. Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei, e in un giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare a mia immagine la tua bellezza perduta.
Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all'albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire. Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell'inferno. La mia lancia trattenne la lancia che si era rivolta contro di te.
Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino quasi come Dio, anche se non sei Dio.
Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori, la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l'eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli».

venerdì, marzo 25, 2005

Una 'nota' di riflessione

Ci sono molte parole che possono essere spese per la giornata di oggi, venerdì santo, nella quale viene ricordata la morte di Cristo.
Lascio però, come spesso accade, alla musica il difficle ma intenso compito di commentare questo momento.
Vi propongo, quindi, in due mp3, la Sinfonia "al Santo Sepolcro" RV 169 di Antonio Vivaldi, non senza darvi alcuni spunti di lettura.
Il primo tempo (primo mp3) ha un'inizio molto lento, sebbene non grave. Si sentono molto le differenze tra i bassi, con il raddoppio dei contrabassi e i violini che si dirigono nel registro medio-alto. Mi piace vedere questo brano come la descrizione del corpo esanime del Cristo nel suo sepolcro dove viene deposto. L'andatura molto accordale del brano è intervallato da pause, quasi ad aspettare qualcosa, a sospirare l'avvento o l'arrivo di qualcuno.
Il secondo tempo (secondo mp3) si apre con degli intervalli ampi tramite i quali è possibile leggere, almeno per me è così, un intervento esterno, soprannaturale, che avvolge il sudario del Cristo e, attraverso dei significativi dialoghi tra gli archi, sembra portarlo a sé, toglierlo dalla condizione umana di dolore e innalzarlo alla propria gloria.

Questo è stato per me la sinfonia di Vivaldi, dalla prima volta che l'ho sentita e in questo modo ve lo trasmetto.
Spero vi piaccia e, magari, commentate anche :)

mercoledì, marzo 16, 2005

Ridiamoci su

Rompo il silenzio in cui è sprofondato questo blog nel modo più idiota possibile... con una barzelletta.
Sarà forse la risata a farmi uscire da quest'astinenza grafica?
George sta facendo l'ennesimo incontro con una classe delle scuole elementari, con tanto di fotina per i giornalisti e sorrisi plastificati. Le cose fino ad ora sono andate bene, così si offre per rispondere a delle domande. Un bambino alza la mano.
"Bene, tu" dice George, sorridendo. "Qual è il tuo nome?"
"Billy"
"Billy. E qual è la tua domanda?"
"Ho tre domande" dice Billy "Prima, perché sei andato in guerra senza l'approvazione dell'ONU? Seconda, perché sei presidente se Gore ha preso più voti? Terza, dove è Osama Bin Laden?"
George è preso alla sprovvista. "Uhm, queste sono domande davvero difficili" dice. Proprio in quel momento la campanella suona.
"Oops, ecco la ricreazione!" dice George "Risponderò alle domande quando la ricreazione sarà finita"
Dopo la ricreazione, quando i bambini si sono nuovamente seduti, George dice "Bene, chi ha una domanda?"
Un bambino alza la mano, e George lo chiama.
"Come ti chiami?" chiede George.
"Steve"
"Bene, Steve. Qual è la tua domanda?"
"Ho cinque domande," dice Steve "Prima, perché sei andato in guerra senza l'approvazione dell'ONU? Seconda, perché sei presidente se Gore ha preso più voti? Terza, dove è Osama Bin Laden? Quarta, perché la campanella della ricreazione è suonata con venti minuti di anticipo? E quinta, dov'è Billy?"

giovedì, febbraio 17, 2005

Liberate Giuliana


Facciamo in modo che Vauro possa tornare, per la gioia di tutti, a prendere per il culo il nostro male.. beneamato presidente del consiglio 
Posted by Hello

lunedì, febbraio 14, 2005

Una perla


Immanuel Kant

"Non si insegna la filosofia; si insegna a filosofare."


I. Kant

venerdì, febbraio 11, 2005

La comunicazione Globale


Beppe GrilloBenvenuti nell'Era della Comunicazione Globale. I nostri defunti si ribaltano nella tomba per la sfiga che li ha colpiti: quella di non poter partecipare a questa Grande Era.

La Grande Comunicazione Globale, poi c'è un terremoto da 200.000 vittime e dalle Hawaii dicono: "Mah, noi lo avevamo previsto con qualche ora di anticipo, solo che non sapevamo a chi telefonare...".
c***o! In compenso, si sono salvati gli animali. Probabilmente dalle Hawaii hanno telefonato a loro. Nell'Era della Grande Comunicazione Globale, ci sarà pure un bufalo d'acqua con un cellulare trendy, no? E si sono salvati gli indigeni, quelli che vanno a caccia con arco e frecce, quelli dati per estinti, perchè poveracci sono fuori dalla comunicazione globale... ma hanno visto la marea che si ritirava e se ne sono andati verso l'alto, con gli animali.

Nell'Era della Comunicazione Globale sessanta canali televisivi mi parlano dello tsunami e mi dicono le cose più allucinanti. L'isola di Sumatra si è spostata di trenta metri, poi trenta centimetri, poi cinque, otto, ventinove, è più alta, più bassa, più larga, più stretta, si è girata su stessa e alla fine se n'è andata completamente, l'han vista ad Alassio, vicino alla Gallinara. L'asse terrestre si è inclinato un po'...Un po' quanto?! Beh, c'è chi dice qualche chilometro, chi dice qualche centimetro... c***o, ma cosa accadrà?! Faremo la fine dei dinosauri? Sì, no, forse? Nell'Era della Comunicazione Globale ti mettono in mano notizie del genere e fatti tuoi. Vedi tu se tenere da parte i soldi per comprarti un'Arca di Noé
4x4 turbo diesel con 800 cv e raggiungere mondi migliori o aspettare la morte per glaciazione.

Nell'Era della Comunicazione Globale possiamo parlare con il mondo intero. Mandiamo sms,ems,mms,mail, chattiamo tutta la notte con una cicciona del Maine che fa la collezione di colesterolo e ci ha mandato la foto di una f**a presa sul web, parliamo, comunichiamo, comunichiamo, comunichiamo... poi per una precedenza non data ci si spara in faccia!

Se telefoni a un call center ne sanno quanto te. A volte, meno di te.
Ammesso che risponda qualcuno. Ammesso che non ti sbattano il telefono in faccia. Siamo nell'Era della Comunicazione Globale e non riusciamo più a parlare con nessuno. Una volta andavi da chi ti aveva venduto un prodotto e gli dicevi: "Oh, ciccio, sta roba non mi funziona...".
Adesso devi telefonare a un numero. Verde, quando va bene. Quando non va bene paghi. Hai un problema dovuto a un loro prodotto e paghi per dirglielo. Poi paghi per stare in attesa e infine ti fanno girare così tante persone che alla fine se non hanno già messo giù loro metti giù tu. Ti hanno venduto un prodotto o un servizio che non funziona o che ha dei problemi e paghi per restare nella merda! Si è capovolto il mondo, altro che spostamento di qualche centimetro...

Nell'Era della Comunicazione Globale le comunicazioni ci arrivano anche quando non le vogliamo. Ci sommergono.
Ogni giorno scarico dieci tonnellate di spam nella mia mailbox. Quotidianamente, almeno cento mail con soggetto "ENLARGE YOUR PENIS". Vogliono vendermi un metodo per ingrandire il bigolo. Le credenziali in effetti sono ottime: mi hanno già fatto venire due coglioni così.

Adesso mandano le mail non richieste con questa premessa: Ai sensi della Legge 675/96 sulla Privacy, la informiamo che il suo indirizzo E-Mail è stato rintracciato sui motori di ricerca. E quindi? Mi avete mandato una mail per restituirmelo?

Nell'Era della Comunicazione Globale ci sono quasi un miliardo di analfabeti nel mondo. Siamo tutti depressi. Le coppie si lasciano perché non c'è dialogo. I figli e i genitori non comunicano più e se comunicano è pure peggio. Papà, mi servono 300 sacchi ché devo comprarmi un hard disk, ho troppi pochi giga. Eh?! ma che c***o dici? Ma non puoi andare ad ubriacarti in discoteca come tutti?

Abbiamo smesso di parlarci e abbiamo iniziato a telefonarci solo col cellulare, più fico...poi un cell non basta, due , tre...l'importante è pagarlo almeno 500 euro ed avere quattro orecchie. Poi abbiamo smesso di telefonarci e abbiamo iniziato a mandarci gli sms. Quelli normali, quelli colorati, quelli con il disegnino, quelli con le foto e quelli con il filmato. Ciao, ti mando un filmato di me stesso mentre ti dico ciao! Ma brutto c******e, fai due passi e vieni a dirmelo in faccia che ci facciamo una birra. Siamo impazziti. Abbonati oggi e avrai 5000 sms in omaggio! 5000?! Ma che c***o devo dire con 5000 sms?
Ma a chi c***o li mando?

Gratis, ovviamente. A noi qualcuno regala sempre qualcosa. Gratis, gratis, gratis. Questa è la comunicazione: fallo subito, è gratis! Abbonati, è gratis. Clicca qui, è gratis. E' tutto gratis! Ma voi, tranne a cari amici e parenti, avete mai regalato qualcosa a qualcuno?
Non parlo di beneficenza. Parlo di prendere una cosa, magari frutto del vostro lavoro, e regalarla a un perfetto sconosciuto che passa di lì. Così, per il gusto di regalarla. Magari, non so, c'è un idraulico fra di voi. A te idraulico che stai leggendo, ti è mai successo di alzare il telefono, fare un numero a caso e dire: "Buongiorno, sono un idraulico, vuole che venga a casa sua a rinnovare i tubi del cesso gratis"?

E nell'Era della Comunicazione Globale comunichi anche quando stai zitto. Con il silenzio assenso. Una mattina ti svegli, per esempio, e scopri di avere un servizio di segreteria telefonica. E l'hai chiesto tu stando zitto! Se parlavi, magari non te lo mettevano. Ma siccome sei stato zitto... c***o vuoi? Ti riempiono di questi servizi. Sei circondato.
Anzi: è tutto intorno a te. Quando vedo la Gale ormai ho più voglia di scuoiarla che ciularmela. La Grande Comunicazione Globale e l'unica speranza che hai di comunicare con questi qui è che il Gabibbo si prenda compassione di te. Nell'Era della Comunicazione Globale abbiamo perso il senso delle parole. Se non sei di destra sei comunista. Ma io non sono comunista! A me non piace il comunismo. Non mi piace nemmeno la sinistra, a dire il vero. Sono un lavoratore precario, non mi danno il mutuo per la casa, e il co-co-co se l'è inventato la sinistra!
Allora sei un anarchico. Macché anarchico, c***o! Ah, bene, sei irascibile, eh? Allora sei un anarco-insurrezionalista.

E allora la comunicazione globale cos'è? Chi comunica cosa? Non lo so più, non mi interessa più. Io da ora in poi mi occuperò solo della comunicazione specifica, parziale, particolare, nella mia vita. Le uniche certezze che avrò saranno quelle che potrò dimostrare. Non mi interessano i pareri di nessuno, se li sento in televisione. Se mi fa male il culo, non mi faccio dire da un programma televisivo come devo posizionarmi allo specchio, verificare se ho o meno le emorroidi e come curarle.

Vado dal caro e vecchio medico e gli dico: "Buongiorno dottore, mi fa male il culo". Saprà luicosa fare.

Il problema è che, in questa epoca di grande comunicazione globale, quando ti fa male il culo non è per le emorroidi...

Beppe Grillo


mercoledì, febbraio 09, 2005

Una lettura quaresimale

Il padre generosoCosì dice il Signore: "Ecco, nel giorno del vostro digiuno
curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai.
Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui.
Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso.
È forse come questo il digiuno che bramo,
il giorno in cui l'uomo si mortifica?
Piegare come un giunco il proprio capo,
usare sacco e cenere per letto,
forse questo vorresti chiamare digiuno
e giorno gradito al Signore?
Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:
sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,
rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire chi è nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua gente?".
Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto.
Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.
Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà;
implorerai aiuto ed egli dirà: "Eccomi!".
Se toglierai di mezzo a te l'oppressione,
il puntare il dito e il parlare empio,
se offrirai il pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno,
allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua oscurità sarà come il meriggio.
Ti guiderà sempre il Signore.

Isaia 58, 4-10


sabato, febbraio 05, 2005

venerdì, gennaio 28, 2005

Segreteria telefonica

Questa cosa è veramente straordinaria!
Sentite, sentite questa segreteria telefonica!

Salutiii

giovedì, gennaio 27, 2005

Memoria

Oggi sono stata aperta, nuovamente.
Non conosco però le mani appoggiate ai miei battenti ma vedo che sono mani diverse dalle altre; non sento più il sangue caldo che scorre lungo il legno proveniente dalle unghia delle loro dita nè tantomeno riconosco il battito disperato, che accompagnava quasi ogni fredda e buia sera, di quelli che separo dal mondo esterno.
Sono mani pulite, queste, che incuriosite tentano di farsi strada per vedere e capire.
Non dovrei essere aperta, però.
Conservo lungo le mie venature immagini che nessun uomo potrebbe sopportarne la vista: bambini con gli occhi e lo sguardo di anziani, desiderosi tanto di interrompere la vita piuttosto che continuarla in questo stato; ho udito tanti, troppi colpi di fucile spezzare l'irreale silenzio di questa infame terra senza che nessuno di questi colpi sia stato sparato in aria.
Ho visto fiumi, di colore rosso vivo, sgorgare da innocue stanze e lunghe code che entravano in fabbricati da cui ne uscivano solo per confondersi tra le nuvole, sempre più grigie; ossa di uomini che neppure la forza di volontà più allenata poteva mantenere in piedi.
Proprio per questo vi chiedo di aprire questa porta.
Solo, fatelo piano e mentre, passo dopo passo, vi accomodate in questo tempio di morte calate l'elmetto dalla fronte e adagiatelo di fronte agli occhi, perchè quello che ho visto io voi non siete ancora pronti a vederlo, così, all'improvviso.
Vi chiedo di non battere contro di me la vostra disperazione; asciugarvi piuttosto le lacrime che bagnano incessanti i vostri volti che hanno perso l'innocenza.
Ora tocca a voi, guerrieri di pace, che perdete i sensi e state male.
Ricordate.
La memoria è strumento per il futuro, non àncora del passato. Essa serve infatti per non dimenticare e per ricostruire.
Certo io non dimenticherò, almeno fino a quando questi cardini, arrugginiti e sporchi di sudore e lacrime, avranno la forza di tenermi sollevata.
Non dimenticherò quello che è stato e non fatelo neppure voi, che ora vi adoperate per mettere insieme, uno sopra l'altro, quanti più corpi possibili.
Io sono solo legno e servo a poco.
Voi, che non siete solo carne, fate in modo che ciò che è accaduto non si ripresenti.
Mai più.
Per sempre.

mercoledì, gennaio 26, 2005

Uno spartito... ovunque!

Cari amici musicisti, che affollate (???!) questo blog, vi faccio un regalo.
Capita a volte, e io che frequento la ssis ho avuto molte tentazioni, di dover scrivere musica, vuoi per impellente esigenza o per puro diletto e non avere nulla su cui scrivere le tanto desiderate e, una volta tanto, presenti note se non un tovagliolo sporco e piccolo del bar.
Ecco quindi che, andando su questo sito è possibile stamparsi spartiti bianchi in diversi formati.
certo, non c'è lo spartito tetralinee del gregoriano, nè una notazione per coro in chiave antiche... ma adattarsi, no?
Pensate, si può scegliere la dimensione del rigo, il colore e tante altre cose!
Direi che è un bel regalo, che ne dite?